Cardiologia
Visita Cardiologica e esame Ecocardiografico
Come, quando e perché ……..
di seguito alcune informazioni
Il soffio Cardiaco
🔊 Che cos’è il Soffio Cardiaco?
Il soffio cardiaco è un rumore che si genera all’interno delle camere cardiache quando il flusso ematico diviene turbolento.
Talvolta questo si verifica in pazienti sani, di solito molto giovani (soffio innocente), ma più spesso è correlato alla presenza di:
Anomalie valvolari
(stenosi o insufficienze)Anomalie cardiostrutturali
(difetti interventricolari, dotto arterioso pervio – PDA)Patologie congenite o acquisite
🔗 Approfondimenti utili
L’esame ecocardiografico
🫀 Esame Ecocardiografico
L’esame ecocardiografico (ecografia del cuore) è un esame semplice e sicuro, che generalmente non necessita di sedazione e che, quando possibile, si svolge in presenza del proprietario per ridurre al minimo lo stress del paziente.
Per eseguire correttamente l’esame è necessario rasare leggermente la regione ascellare, posizionare il paziente in decubito laterale (prima destro e poi sinistro) su un tavolo previsto di un foro al di sotto del quale l’operatore appoggia la sonda sul torace per effettuare correttamente le scansioni previste.
Il principio dell’ecocardiografia, come dell’ecografia in generale, si basa sulla differente risposta dei tessuti corporei al passaggio degli echi ultrasonori: in base alle loro caratteristiche infatti gli echi di rimando subiranno delle variazioni di frequenza che il software rappresenterà come una immagine visibile nello schermo dell’ecografo. Inoltre, tramite l’utilizzo dell’eco doppler sarà possibile valutare come il sangue scorre all’interno del cuore, con che velocità e in che direzione.
Tutto questo permetterà all’operatore di identificare:
anomalie valvolari congenite (displasia della tricuspide, stenosi polmonari, stenosi subaortica),
alterazioni miocardiche (cardiomiopatia dilatativa, cardiomiopatia ipertrofica, miocarditi),
presenza di difetti cardiaci congeniti (difetti interventricolari, dotto arterioso pervio)
o neoplasie cardiache (emangiosarcoma, chemodectoma).
Altra importante indicazione per eseguire un esame ecocardiografico è rappresentata dagli screening di razza, importanti soprattutto nei pazienti riproduttori, per evitare di trasmettere alla prole cardiopatie ereditarie.
Infatti non tutte le patologie cardiache generano un soffio cardiaco clinicamente rilevante, pertanto in questi casi potrebbe essere difficile identificare un paziente cardiopatico finché questo non manifesti dei sintomi.
Inoltre, l’esame ecocardiografico è indicato in corso di numerose patologie sistemiche quali:
ipertensione polmonare e ipertensione sistemica
filariosi cardio-polmonare
strongilosi polmonare
anemie acute o croniche
febbre di origine sconosciuta
endocrinopatie (ipotiroidismo, ipertiroidismo, diabete, morbo di Cushing)
Infine, l’esame ecocardiografico è estremamente utile nel monitoraggio del paziente cardiopatico nel tempo: attraverso la valutazione di numerosi parametri ecocardiografici è possibile identificare il momento migliore per impostare un protocollo terapeutico, o quando è il caso di modificare il dosaggio di un dato farmaco al fine di aumentare i tempi di sopravvivenza e di migliorare la qualità della vita dei nostri pazienti.
ABC dell’ECG e delle ARITMIE
❤️ Le Aritmie Cardiache
Che cosa si intende per aritmia?
Un’aritmia è un’alterazione del normale ritmo cardiaco.
Essa può essere caratterizzata da un singolo battito anomalo, da un gruppo di battiti anomali o può rappresentare il ritmo dominante di un paziente.Si riscontrano frequentemente aritmie nei nostri animali?
Molto più spesso di quanto si creda.
Ancora oggi molte aritmie, soprattutto nei gatti, in cui è più difficile svelarle, non vengono identificate.Quanti tipi di aritmie esistono?
Numerosissimi tipi e sottotipi; principalmente vengono distinte in aritmie ad alta frequenza cardiaca (tachiaritmie) ed a bassa frequenza cardiaca (bradiaritmie).
Tra le più frequenti tachiaritmie ricordiamo la fibrillazione atriale e le tachicardie ventricolari, mentre tra le bradiaritmie troviamo i blocchi atrioventricolari (di I, II e III grado) e la sindrome del seno malato.Cosa è necessario fare se si sospetta un’aritmia?
Per identificare un’aritmia è necessario un esame elettrocardiografico (ECG).
Si tratta di un esame semplice, rapido e sicuro, che fornisce la rappresentazione grafica dell’attività elettrica cardiaca e si esegue applicando gli elettrodi alle estremità delle zampe ed eventualmente sul torace.Questo esame dura pochi minuti ed è molto importante per caratterizzare ritmi anomali percepiti all’auscultazione cardiaca, per eseguire screening in alcune razze canine (Pastore Tedesco, Dogue de Bordeaux, West Highland White Terrier) e nella valutazione preanestesiologica.
Una volta identificata l’aritmia, è frequentemente necessario applicare un apparecchio Holter, al fine di valutare l’andamento dell’aritmia nelle 24 ore in ambiente domestico e stabilire l’eventuale necessità di un trattamento antiaritmico specifico.
Come si trattano le aritmie?
I trattamenti sono molto variabili così come i tipi di aritmie.
Esistono terapie farmacologiche in grado di convertire l’aritmia in ritmo sinusale; altre in grado di ridurre l’impatto negativo dell’aritmia sulla funzione cardiaca, regolandone la frequenza.Esistono anche aritmie per cui è possibile eseguire trattamenti chirurgici: ad esempio, in caso di blocchi atrioventricolari di II grado avanzato o III grado o sindrome del seno malato, è possibile risolvere completamente il problema attraverso l’applicazione di un pacemaker, che agirà da segnapassi garantendo la regolarità del ritmo cardiaco.
Infine, solo in alcuni centri specializzati è possibile trattare e risolvere alcuni tipi di aritmie con l’utilizzo della cardioversione elettrica o attraverso l’ablazione del sito aritmogenico con radiofrequenza.
Elettrocardiografico secondo Holter
🩺 Elettrocardiografico secondo Holter
L’elettrocardiografico secondo Holter rappresenta la registrazione continua degli eventi elettrici cardiaci nelle 24 ore.
📌 Indicazioni
Rilievo di eventi sincopali
Valutare l’andamento di un trattamento antiaritmico
Identificare aritmie intermittenti non rilevate durante l’ECG di base
Stabilire se un’aritmia rilevata all’ECG necessiti o meno di trattamento
Screening di razza:
Cardiomiopatia dilatativa nei Dobermann
Cardiomiopatia aritmogena nei Boxer o Bulldog Inglesi
🛠️ Tecnica
L’applicazione dell’Holter nei nostri animali (sia cani che gatti) è una procedura relativamente semplice:
Si rasa la regione toracica per applicare gli elettrodi
I cavi vengono collegati a un registratore
Il registratore viene fissato sul dorso all’interno di un rivestimento protettivo
Per proteggerlo e mantenerlo in sede si utilizzano “cappottini” comodi e ben tollerati dal paziente
📝 Il Ruolo del Proprietario
Durante il monitoraggio, il proprietario dovrà annotare su un diario le principali attività del paziente:
Ore di sonno
Attività fisica
Momenti di alimentazione
Eventuali episodi anomali osservati
Questo consente di correlare i dati registrati con i comportamenti dell’animale nelle diverse fasi della giornata.
⏱️ Rimozione e Analisi
Il giorno successivo, il proprietario dovrà riportare il paziente in ambulatorio:
il dispositivo verrà rimosso e i dati dell’Holter saranno letti e analizzati per valutare eventuali aritmie e impostare, se necessario, un trattamento mirato.
Monitoraggio pressorio
🩺 Monitoraggio della Pressione Arteriosa Sistemica
Il monitoraggio della pressione arteriosa sistemica rappresenta in medicina umana il primo atto diagnostico che viene effettuato dopo la visita clinica.
Questo perché è un esame poco invasivo che ci fornisce informazioni determinanti sulla condizione clinica del paziente.
In medicina veterinaria viene molto utilizzato in medicina d’urgenza per la valutazione ed il monitoraggio di pazienti con shock di varia origine (pazienti con emorragie, pazienti gravemente disidratati o ipovolemici) ed in anestesia per tenere sotto controllo l’emodinamica del paziente chirurgico.
Il monitoraggio pressorio nella pratica ambulatoriale veterinaria è purtroppo molto meno utilizzato e ciò per due principali ragioni:
La prima è certamente rappresentata dal costo molto elevato dello strumento per misurare la pressione (sfigmomanometro). Ne esistono numerosi in commercio ma purtroppo, al contrario della medicina umana, non tutti danno misurazioni attendibili.
La seconda è da ricercare nella condizione di stressabilità dei nostri pazienti.
Il famoso effetto “camice bianco” per loro si esprime all’ennesima potenza, causando delle valutazioni pressorie spesso molto più alte di quelle che otterremmo nel loro ambiente e pertanto poco attendibili.
L’ipertensione sistemica è tuttavia una problematica molto seria, che può causare danni molto gravi e spesso irreversibili ai così detti “organi target”, cioè cuore, reni, occhi e cervello.
I pazienti con ipertensione grave possono infatti diventare ciechi improvvisamente, presentare crisi convulsive o avere gravi insufficienze renali.
Pertanto riteniamo che la misurazione della pressione arteriosa sistemica dovrebbe diventare un servizio da offrire a tutti i pazienti geriatrici almeno una volta all’anno.
In pazienti con patologie concomitanti quali diabete, morbo di Cushing, cardiopatie o insufficienza renale proteinurica, sarebbe opportuno misurarla due volte all’anno.
Diviene invece imprescindibile e urgente misurare la pressione in pazienti con crisi convulsive o cecità improvvisa, dal momento che sovente il miglioramento clinico, quando possibile, dipende da quanto rapidamente viene impostata una terapia antipertensiva.
🩸 Come si esegue l’esame?
L’esame è relativamente semplice:
Si esegue applicando un bracciale di adeguata misura a livello di una zampa (anteriore o posteriore) o a livello della coda
Vengono effettuate 3-5 misurazioni consecutive, delle quali viene considerata la media, escludendo la prima
Sarebbe auspicabile, al fine di rendere la misurazione quanto più attendibile possibile, attendere alcuni minuti che il paziente si ambienti nell’ambulatorio, cercando anche tramite l’aiuto del proprietario di tranquillizzarlo.
Per la stessa ragione sarebbero da evitare:
Lunghi periodi in sala d’attesa
Misurazioni subito dopo un viaggio in auto stressante (soprattutto per i gatti)
Screening cardiologico per le principali Cardiomiopatie
🐾 Screening Cardiologico nel Cane e nel Gatto
🩺 Introduzione
In Medicina Veterinaria, nel campo della Cardiologia dei piccoli animali, è sempre più consigliato lo screening cardiologico al fine di individuare eventuali disfunzioni cardiovascolari ed elettrofisiologiche in razze canine e feline predisposte a determinate patologie congenite o acquisite.
Attraverso questi percorsi di prevenzione è possibile diagnosticare, in tempi utili, talune cardiopatie che spesso decorrono in forma “occulta” o subclinica: l’assenza di sintomi e frequentemente l’assenza di segni clinici non rilevabili durante una visita di routine.
L’obiettivo finale è garantire il prolungamento della vita dei nostri pazienti a quattro zampe.
In ultimo, non certo per importanza, l’applicazione rigorosa degli screening di razza nell’ambito degli allevamenti consente di limitare la trasmissione di tali patologie alla prole, determinando l’esclusione dalla carriera riproduttiva dei soggetti portatori.
🐶 Screening Cardiologico nel Cane
🫀 Miocardiopatia Dilatativa (DCM)
La miocardiopatia dilatativa (DCM) è il più frequente disordine primario del miocardio riscontrato nel cane ed interessa prevalentemente soggetti di taglia grande, con la sola eccezione del Cocker Spaniel.
Diagnosticata principalmente in:
Dobermann Pinscher, Boxer, Alano, Irish Wolfhound, Terranova, Cão de água português
(non è stata riscontrata predisposizione di sesso).
Si manifesta con:
riduzione della contrattilità del miocardio ventricolare
aritmie ventricolari (con rischio di morte improvvisa, soprattutto in Dobermann e Boxer)
🔬 Protocollo di screening secondo ESVC:
Ecocardiografia: dai 3 anni, annualmente
Holter 24h: annualmente
In caso di esito dubbio: ricontrollo dopo 6 mesi
📌 Esami alternativi (non inclusi nel protocollo ufficiale):
Troponina I e pro-BNP
ECG ambulatoriale ≥ 5 minuti
❤️ Cardiomiopatia Aritmogena del Ventricolo Destro (ARVC)
Coinvolge principalmente Boxer (forma ereditaria) e Bulldog Inglesi (ARVC segmentale).
Caratterizzata da sostituzione fibro-adiposa del miocardio destro, con gravi aritmie ventricolari e morte cardiaca improvvisa.
🩺 Protocollo di screening consigliato:
Ecocardiografia: dai 2 anni, annualmente
Holter 24h: annualmente
In caso di esito dubbio: ricontrollo dopo 6 mesi
⚡ Disturbi del Ritmo
📋 Patologie ereditarie:
Aritmia ventricolare ereditaria: Pastore Tedesco (<18 mesi)
ARVC: Boxer
📋 Patologie con sospetta familiarità:
ARVC segmentaria: Bulldog Inglese
Sindrome del seno malato (SSS): Schnauzer Nano, West Highland White Terrier, Bassotto (♀, 6–12 anni)
Silenzio atriale persistente: Springer Spaniel, Bobtail (1–3 anni)
Vie accessorie: Labrador, Boxer
Fibrillazione atriale primaria: Irish Wolfhound, Dobermann, Alano, Terranova, Dogue de Bordeaux
🛠️ Esami strumentali consigliati:
ECG ambulatoriale ≥ 2 minuti
Holter 24h
Rilevatori ciclici d’evento
🐱 Screening Cardiologico nel Gatto
Attualmente lo screening nel gatto è previsto esclusivamente per la Cardiomiopatia Ipertrofica (HCM) in:
Maine Coon
Ragdoll
Nei quali è stata identificata la mutazione genetica responsabile.
🫀 Fisiopatologia: ispessimento inappropriato del miocardio ventricolare (soprattutto ventricolo sinistro), con possibili anomalie morfostrutturali, emodinamiche o elettrofisiologiche.
🩺 Protocollo di screening:
Ecocardiografia:
Dai 12 mesi fino ai 3 anni
Se negativo: nuovo controllo a 5 anni
Se dubbio o con consanguineo HCM: ulteriore controllo a 8 anni
⚠️ L’esame è non invasivo e condotto con il paziente sveglio.
In caso di sedazione, si usano farmaci che non alterano l’emodinamica cardiovascolare.
📌 La diagnosi si basa anche sull’esclusione di altre cause di ipertrofia concentrica del ventricolo sinistro:
Disidratazione
Stenosi aortica
Ipertensione sistemica
Ipertiroidismo
Acromegalia
Infiltrazione neoplastica
Miocardite
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